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Linguistica LEZIONI 1-24

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Titre du test:
Linguistica LEZIONI 1-24

Description:
LINGUISTICA

Auteur:
AVATAR

Date de Création:
22/04/2021

Catégorie:
Littérature

Nombres des questions: 151
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Contenu:
Lezione 002 01. Quale dei seguenti tratti linguistici non caratterizza la lingua scritta? Pianificazione sintattica Presupposizione Pianificazione testuale Riflessione preventiva sulle strategie enunciative.
02. Quale di queste risorse non è messa a frutto dalla lingua orale? linguaggio paraverbale possibilità di retroazione linguaggio prossemico pianificazione sintattica.
03. In che modo la differenza fra lingua orale e lingua scritta impone un diverso utilizzo degli assi sintagmatico e paradigmatico Nella lingua orale non si ricorre alla disposizione sull'asse sintagmatico Nella lingua orale non si ricorre alla disposizione sull'asse paradigmatico Nella lingua orale non si utilizza la selezione sull'asse paradigmatico Lingua orale attua la selezione (asse paradigmatico) e la combinazione (asse sintagmatico) con una coerenza inferiore rispetto alla lingua scritta, come dimostra nella lingua orale la presenza di approssimazioni lessicali e sintattiche.
04. Che cosa è la deissi? La deissi è l'insieme dei tratti linguistici condivisi da emittente e destinatario del messaggio La deissi è l'insieme delle conoscenze condivise da emittente e destinatario del messaggio La deissi è il richiamo alla situazione spaziale in cui avviene la conversazione La deissi è l'insieme dei tratti linguistici che fanno appello alla situazione spazio-temporale condivisa da emittente e destinatario del messaggio.
Lezione 003 01. La raccolta di Arrigo Castellani, La prosa italiana delle origini. Testi toscani di carattere pratico, contiene testimonianze processuali, atti di compravendita, opere letterarie in forma di dialogo statuti, testimonianze processuali, opere di carattere storico trattati, statuti, atti di compravendita statuti, testimonianze processuali, lasciti testamentari, atti di compravendita, ricordi di carattere storico.
02. Quale delle seguenti caratteristiche non è propria del testo letterario? espressione di un messaggio (contenuto) che si avvale anche di requisiti formali funzionali alla intentio auctoris Precisa e univoca individuazione di un destinatario utilizzo di una lingua meno ancorata alla contingenza e all'uso contemporaneo all'autore Espressione di una particolare intentio auctoris che non si esaurisce nelle contingenze spaziali e cronologiche in cui il testo è stato prodotto.
03. La variazione diafasica diversamente dalla variazione diastratica, non è legata univocamente al parlante diversamente dalla variazione diastratica, è legata univocamente al parlante come la variazione diastratica, è legata univocamente al parlante come la variazione diastratica, non è legata univocamente al parlante.
04. La variazione diamesica indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa e dall'appartenenza dei parlanti a diversi strati sociali indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa attraverso il tempo indica la variazione della lingua condizionata dal mezzo di trasmissione del messaggio indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa.
05. La variazione diafasica indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa attraverso il tempo indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa e dall'appartenenza dei parlanti a diversi strati sociali indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa, in relazione allo spazio indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa, dalla funzione del messaggio e dal contesto.
Lezione 004 01. Cosa si intende con idioletto? E un uso particolare della lingua È il risultato, in una certa regione, del mescidamento di lingua standard e di dialetto È il mescidamento da parte di un individuo della lingua standard e del dialetto È la varietà individuale di un codice linguistico, cioè le carratteristiche personali mediante le quali un individuo realizza la lingua standard.
02. Qual è il significato moderno di stile (letterario)? Con il termine di "stile" si definisce il coefficiente di distanza (scarto) con cui un autore utilizza in maniera personale lo strumento sociale della lingua È l'insieme di caratteristiche ricorrenti di un autore È ciò che caratterizza un autore È il riflesso nell'opera letteraria delle abitudini di vita di un autore.
Lezione 005 01. A quale corrente culturale è associata la moderna concezione di stile? Al Neoclassicismo All'Illuminismo Al Romanticismo Al Barocco.
02. Quali erano le componenti della retorica classica? Inventio, elocutio, ornatus e actio Elocutio e ornatus Inventio, dispositio e actus Inventio, dispositio, elocutio (e ornatus), actio.
03. A quale atteggiamento deve essere associato il concetto classico e medievale di stile? Ad un atteggiamento interpretativo Ad un atteggiamento critico Ad un atteggiamento precettivo (normativo) Ad un atteggiamento descrittivo.
04. Individuate l'affermazione errata fra quelle proposte Già in latino classico stilus, oltre che 'bacchetta per incidere sulla cera', indica l'insieme di caratteristiche formali che accomuna gruppi o tipi di testi In periodo medievale stilus, oltre che 'bacchetta per scrivere' e dunque sinonimo di 'penna', individua veri e propri generi letterari Nel periodo romantico nasce il concetto moderno di stile come espressione linguistica dell'individualità Nel Cinquecento italiano il concetto di stile non ha alcun valore, nonostante la riflessione innescata dalla scoperta della Poetica di Aristotele.
Lezione 006 01. Individuate l'affermazione errata fra quelle proposte La storia della parola stile nella lingua italiana mostra un progressivo e armonico aumento dal Duecento al Novecento in qualsiasi contesto d'uso La storia della parola stile nella lingua italiana mostra, entro un progressivo aumento d'uso nel corso dei secoli, una sostanziale preferenza nell'uso in poesia in antico (secoli XIII-XV), di contro ad una preferenza d'uso in prosa nei secoli più recenti ((XVI-XX secolo) La storia della parola stile nella lingua italiana mostra, entro un progressivo aumento d'uso nel corso dei secoli, due picchi significativi nel Cinquecento (in concomitanza con il Classicismo) e nell'Ottocento (in concomitanza con il periodo Romantico) Lungo la storia della lingua italiana si rilevano tre significati della parola stile, tutti compresenti nel Trecento: 1) 'modo di comportarsi secondo un'abitudine inveterata'; 2) 'bacchetta per incidere su un supporto duro, utilizzata dai pittori'; 3) 'modo di scrivere'.
02. L'apocope è la caduta delle vocali e e o (raramente i, in antico anche occasionalmente a) finali di parola davanti a parola che inizia vocale, ma solo quando la consonante precedente alla vocale caduca è una sonante la caduta delle vocali e e o (raramente i, in antico anche occasionalmente a) finali di parola davanti a parola che inizia per consonante, ma solo quando la consonante precedente alla vocale caduca è una sonante caduta delle vocali finali di parola, ma solo quando la consonante precedente alla vocale caduca è una sonante la caduta di una vocale in fine di parola.
03. Per Torquato Tasso lo stile è l'espressione del sentire dell'individuo e la retorica, insegnando l'imitazione di modelli, ne tradisce il significato lo stile è lo scarto dalla norma sociale della lingua lo stile è l'espressione letteraria più adatta in conformità agli argomenti trattati nel rispetto della tradizione retorica classi lo stile è l'espressione del sentire dell'individuo ma la retorica, insegnando l'imitazione di un modello, collabora alla sua acquisizionelo stile è l'espressione del sentire dell'individuo ma la retorica, insegnando l'imitazione di un modello, collabora alla sua acquisizione.
04. Per Ugo Foscolo lo stile è l'espressione del sentire dell'individuo e la retorica, insegnando l'imitazione di modelli, ne tradisce il significato lo stile è l'espressione del sentire dell'individuo ma la retorica, insegnando l'imitazione di modelli, collabora ala sua acquisizione lo stile è l'espressione letteraria più adatta in conformità agli argomenti trattati nel rispetto della tradizione retorica classica lo stile è lo scarto dalla norma sociale della lingua.
Lezione 007 01. Quale di questi linguisti non ha contribuito alla nascita della stilistica? Hugo Schuchardt Ferdinand de Saussure Wilhelm von Humboldt Matteo Giulio Bartoli.
02. Cos'è l'"etimo spirituale" di un'opera / di un autore? Con "etimo spirituale" Karl Vossler indicava l'interpretazione di un fatto di lingua caratterizzante un'opera /un autore Con "etimo spirituale" Leo Spitzer indicava l'interpretazione di un fatto di lingua caratterizzante un'opera /un autore E' la molla propulsiva alla scrittura di un'opera da parte di un autore Sono le motivazioni biografiche che hanno mosso l'autore a scrivere un'opera.
03. Individuate l'associazione errata fra quelle proposte Stilistica (genetica e descrittiva) > Leo Spitzer Stilistica genetica > Karl Vossler Stilistica descrittiva > Charles Bally Stilistica descrittiva > Karl Vossler.
04. Quando nasce la moderna disciplina della stilistica? La stilistica è il risultato moderno di una lungua tradizione retorica che insegnava a scriver bene Agli inizi del XIX secolo con il Romanticismo Agli inizi del XX secolo, come sviluppo della linguistica sincronica di Ferdinand de Saussure La stilistica nasce in evidente antagonismo con l'idealismo crociano.
Lezione 009 01. Il passaggio da -AR- intertonico e postonico a -ER distingue il fiorentino dagli altri volgari toscani, ma è caratteristico anche di alcuni volgari non toscani è caratteristico del fiorentino è ignoto al fiorentino è caratteristico di tutti i volgari toscani.
02. Cosa è un dittongo? La sequenza di due vocali appartenenti a due sillabe diverse La sequenza di due vocali appartenenti ad una stessa sillaba La sequenza di semivocale + vocale o di vocale + semivocale La sequenza di due vocali.
03. Una Ŭ si evolve in ɔ sia in siciliano che in fiorentino si evolve in siciliano in u, in fiorentino in ɔ si evolve in siciliano in u, in fiorentino in o si evolve in u sia in siciliano che in fiorentino.
04. Una Ĭ si evolve in ɛ sia in siciliano che in fiorentino si evolve in siciliano in i, in fiorentino in e si evolve in siciliano in i, in fiorentino in ɛ si evolve in e sia in siciliano che in fiorentino.
05. In che cosa si distingue il vocalismo atono siciliano da quello fiorentino? I due vocalismi atoni sono entrambi trivocalici Il vocalismo atono siciliano è pentavocalico, quello fiorentino è trivocalico Il vocalismo atono siciliano è trivocalico, quello fiorentino è pentavocalico I due vocalismi atoni sono entrambi pentavocalici.
06. Il seguente vocalismo tonico è il cosiddetto vocalismo sardo è il cosiddetto vocalismo siciliano è il cosidetto vocalismo pan-romanzo è il cosiddetto vocalismo rumeno.
07. Il seguente vocalismo tonico è il cosiddetto vocalismo pan-romanzo è il cosiddetto vocalismo rumeno è il cosiddetto vocalismo siciliano è il cosiddetto vocalismo sardo.
08. Cosa è uno iato? La sequenza di due vocali appartenenti ad una stessa sillaba La sequenza di due semivocali appartenenti a sillabe diverse La sequenza di vocale + semivocale o di semivocale + vocale La sequenza di due vocali.
09. La labiovelare iniziale latina si evolve sempre riducendosi all'elemento occlusivo si conserva davanti ad A, altrimenti si riduce perdendo l'elemento occlusivo (> /w/) si conserva sempre si conserva davanti ad A, altrimenti si riduce perdendo l'elemento labiale (> /k).
10. L'anafonesi è un fenomeno fonetico che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ē Ō Ŭ / solo in alcuni contesti che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ĕ Ŏ Ŭ / solo in alcuni contesti che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ē Ō Ŭ / in ogni contesto che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ĕ Ŏ Ŭ / in ogni contesto.
11. Il dittongamento toscano avviene nel rispetto delle tre seguenti condizioni da E e O brevi latine, fuori d'accento, in sillaba chiusa da E e O brevi latine, sotto accento, in sillaba aperta da E e O brevi latine, sotto accento, in sillaba chiusa da E e O brevi latine, fuori d'accento, in sillaba aperta.
12. Qual è la sorte romanza dei dittonghi latini? Il monottongo Il monottongo per AU in tutta la Romània, il monottongo per AE e OE solo in alcune zone della Romània, compreso il territorio italiano Il monottongo per AE e OE in tutta la Romània, il monottongo per AU solo in alcune zone della Romània, compreso il territorio italiano Il monottongo per AE in tutta la Romània, il monottongo per AU e OE solo in alcune zone della Romània, compreso il territorio italiano.
13. In che cosa si distingue il vocalismo tonico siciliano dal corrispondente fiorentino (panromanzo)? Il vocalismo tonico siciliano è pentavocalico, quello fiorentino è eptavocalico Entrambi i vocalismi tonici sono eptavocalici Entrambi i vocalismi tonici sono pentavocalici Il vocalismo tonico siciliano è eptavocalico, quello fiorentino è pentavocalico.
14. Rispetto al latino il vocalismo tonico sardo perde la differenza fonologica di quantità (dieci vocali) e vi sostituisce una differenza di timbro (cinque vocali) conserva la differenza fonologica di quantità (dieci vocali), ma associandovi una differenza di timbro, crea un sistema a sette vocali perde la differenza fonologica di quantità (dieci vocali), conservando la differenza di timbro (cinque vocali) perde la differenza fonologica di quantità (dieci vocali) e vi sostituisce in parte una differenza di timbro (sette vocali).
15. Indicate la risposta errata L'anafonesi è un fenomeno fonetico che interessa la e chiusa e la o chiusa solo in particolari contesti fonetici L'anafonesi è un fenomeno fonetico che riguarda la e e la o chiusa in contesto fonetico palatale e la sola e chiusa in contesto fonetico velare L'anafonesi è un fenomeno fonetico che interessa la e chiusa e la o chiusa in tutti i contesti L'anafonesi è un fenomeno fonetico di innalzamento della e chiusa e della o chiusa rispettivamente in i e u.
16. L'anafonesi distingue il fiorentino e i dialetti settentrionali dai dialetti meridionali distingue il fiorentino e i dialetti meridionali dai dialetti settentrionali e dall'italiano distingue il fiorentino e l'italiano dai dialetti settentrionali e meridionali distingue il fiorentino dall'italiano e dai dialetti settentrionali e meridionali.
17. Quale di queste affermazioni è falsa? In siciliano le vocali latine Ē (lunga) Ō (lunga) evolvono rispettivamente in /З/ e /ɔ/ Il sistema fonologico del siciliano ha cinque vocali toniche Il sistema fonologico del siciliano ha tre vocali atone In siciliano le vocali latine Ĕ (e breve) e Ŏ (o breve) non dittongano.
18. Perché aura < AURAM è un latinismo? perché nel passaggio dal latino al volgare il dittongo AU si è evoluto in /ɔ/ perché nel passaggio dal latino al volgare -RA- avrebbe dovuto evolversi in /ja/ perché nel passaggio dal latino al volgare il dittongo AU si è evoluto in /o/ perché nel passaggio dal latino al volgare i nomi femminili diventano maschili.
19. Il dittongamento toscano avviene nel rispetto delle tre seguenti condizioni da E ed O brevi latine, fuori d'accento, in sillaba chiusa da E ed O lunghe latine, sotto accento, in sillaba chiusa da E ed O brevi latine, sotto accento, in sillaba aperta da E ed O brevi latine, fuori d'accento, in sillaba aperta.
20. Quale delle seguenti forme non presenta il fenomeno della chiusura delle vocali toniche in iato? Ĕ(G)O > EO > io SĔNIOREM > signore DĔUM > Dio TŬUM > tuo.
Lezione 010 01. L'articolo deriva da un'attenuazione semantica del dimostrativo ILLUM (IPSUM in Sardegna) deriva da un'attenuazione semantica dell'articolo ILLUM (IPSUM in Sardegna) deriva da una specializzazione semantica del dimosttrativo ILLUM (IPSUM in Sardegna) deriva da una specializzazione semantica di ILLUM (IPSUM in Sardegna).
02. Cosa si intende per "segno diacritico"? Per segno diacritico si intende un segno alfabetico che serve a non confondere le parole Per segno diacritico si intende un segno alfabetico che serve a distinguere parole omofone Per segno diacritico si intende un segno che serve a distinguere l'etimologia della parola Per segno diacritico si intende un segno alfabetico o paragrafematico che non ha significato fonetico autonomo, con lo scopo di indicare l'esatta pronuncia o distinguere parole omografe.
03. L'articolo continua l'articolo latino è una formazione romanza è una formazione italiana è una formazione della parte occidentale della Roània.
04. In quali contesti nasce la forma debole dell'articolo determinativo maschile Dopo parola uscente in consonante Davanti a parola uscente in vocale Dopo parola uscente in vocale Davanti a parola uscente in consonante.
05. Dal latino all'italiano, nei nessi di consonante + L la L diventa una sonante la L diventa una sonante la L diventa la vocale /i/ la L diventa la semivocale /j/.
06. Il piucheperfetto latino in alcune zone del Meridione d'Italia è conservato per esprimere il condizionale in alcune zone del Settentrione d'Italia è conservato per esprimere il congiuntivo non ha avuto continuatori sul territorio italiano in alcune zone del Meridione d'Italia è conservato per esprimere il congiuntivo.
Qual è l'ordine delle parole imposto dalla perdita della declinazione nominale e dalla coniugazione verbale latina? SCV VSC CVS SVC.
08. A quale caso della declinazione latina si fa risalire l'origine delle parole italiane? All'accusativo Per la maggior parte al nominativo Per la maggior parte all'accusativo Al nominativo.
09. La perdita della declinazione nominale latina avvenne progressivamente: in una prima fase il sistema a sei casi si ridusse ad un sistema bicasuale, poi anche esso si ridusse di solito con la perdita del caso nominativo e la sopravvivenza del solo nominativo in due fasi, con la perdita prima dei casi genitivo, dativo, vocativo, ablativo e poi degli altri progressivamente: in una prima fase il sistema a sei casi si ridusse ad un sistema bicasuale, poi anche esso si ridusse di solito con la perdita del caso nominativo e la sopravvivenza del solo accusativo una volta per tutte, con la perdita di tutti i casi tranne l'accusativo.
10. I fonemi italiani /ʧ/ (per es. cero) e /ʤ/ (per es. gelo) derivano dalla palatalizzazione di /k/ e /g/ latine davanti a vocali posteriori o velari esistevano già in latino derivano dalla palatalizzazione di /k/ e /g/ latine davanti a vocali di grado medio chiuse derivano dalla palatalizzazione di /k/ e /g/ latine davanti a vocali anteriori o palatali.
11. Quale di queste parole non è un latinismo? aura laude vezzo tribulazione.
12. Le forme dell'articolo determinativo maschile si sono prodotte secondo la sequenza cronologica (ĬL)LUM > lo > 'l > il/el (ĬL)LUM > 'l, da cui sono discesi contemporaneamente lo per un verso e il per l'altro ĬL(LUM) > il > 'l > lo ĒL(LUM) > el > 'l > il.
13. La forma italiana quello deriva dal latino QUILLUM (EC)CUM ILLUM CUM ELLUM QUELLUM.
14. Qual è l'origine del condizionale romanzo? Il condizionale romanzo è la continuazione del congiuntivo latino che esprimeva il modo condizionale Il condizionale romanzo è una forma perifrastica formata dalla forma monossillabica del perfetto indicatìvo di HABERE, *EI + l'infinito del verbo Il condizionale romanzo è una forma perifrastica formata dall'infinito del verbo + la forma monosillabica del presente di HABERE, *AO Il condizionale romanzo è una forma perifrastica formata dall'infinito del verbo + a forma monossillabica del perfetto indicatìvo di HABERE, *EI.
15. Il passivo atino viene affiancato da una perifrasi composta dal verbo "essere" + participio passato del verbo latino ha diretti continuatori nelle lingue romanze nel passaggio dal latino al volgare viene ricreato ex novo latino viene sostituito da una perifrasi composta dal verbo "avere" + participio passato del verbo.
16. Qual è l'origine del futuro romanzo? Il futuro romanzo è la continuazione del futuro sintetico latino Il futuro romanzo è una forma perifrastica formata dalla forma monosillabica del presente indicativo di HABERE, *AO + l'infinito del verbo Il futuro romanzo è una forma perifrastica formata dall'infinito del verbo + la forma monosillabica del presente indicativo di HABERE, *AO Il futuro romanzo è una forma perifrastica formata dall'infinito del verbo + la forma monosillabica del perfetto indicativo di HABERE, *EI.
Lezione 012 01. La più antica produzione letteraria italiana è sia in prosa sia in poesia, ma la poesia è maggiormente rappresentata da opere originali, mentre la prosa è piuttosto rappresentata da volgarizzamenti è in poesia è in poesia e in prosa indifferentemente è in prosa.
02. I volgarizzamenti del Duecento sono di preferenza traduzioni di opere morali esclusivamente dal francese traduzioni dal latino esclusivamente di oere romanzesche traduzioni dal francese traduzioni dal latino.
03. In genere la prosa del Duecento è caratterizzata come paratattica stilisticamente variata ipotattica ricca dal punto di vista lessicale.
04. Indicate la risposta errata. Nel Duecento era viva l'alternanza fra forme toniche dittongate(per es. lieva) e forme atone non dittongate (per es. levasse) Nel Duecento era viva l'alternanza etimologica fra forma dittongata del pass. rem. (puose /pwɔze/) e forma non dittongata del pres. Indicativo (pone /pone/) Nel Duecento il dittongo toscano dopo cons. + r era ormai ridotto al monottongo Nel Duecento il dittongo toscano dopo consonante palatale tendeva a ridursi al monottongo.
05. La più antica produzione letteraria italiana è in poesia è sia in prosa che in poesia, ma la prosa è prevalentemente rappresentata da opere originali mentre la poesia è rappresentata da ttraduzioni è in prosa e in poesia indifferentemente è in prosa.
06. La prosa letteraria italiana del Duecento è costituita per lo più da opere tradotte dal francese per lo più di carattere romanzesco e di contenuto morale da opere tradotte dal latino (per lo più di carattere romanzesco) e da opere tradotte dal francese (per lo più di contenuto morale da opere tradotte dal latino per lo più di carattere romanzesco da opere originali.
07. Quali sono gli ambiti tematici della più antica produzione in prosa letteraria italiana? Retorico/oratorio, morale e più genericamente relativo al comportamento, scientifico, storico e infine di intrattenimento Prevalentemente di intrattenimento, come per esempio i romanzi cavallereschi Scientifico (e medico) e morale Di impegno nel mondo cittadino e comunale.
08. Quali sono i più antichi testi in prosa italiana di carattere letterario? La traduzione di Vegezio di Bono Giamboni I volgarizzamenti di alcuni trattati di Albertano da Brescia Le opere di Guido Faba, l'Omelia padovana, il volgarizzamento veneziano del "Pamphilus", i romaneschi "Mirabilia urbis Rome" e il "Liber ystoriarum" La "Rettorica" di Brunetto Latini.
Lezione 013 01. Cosa si intende per enunciato e per enunciazione? L'enunciazione è l'atto linguistico, l'enunciato il suo prodotto L'enunciazione è il prodotto linguistico dell'enunciato, cioè l'atto linguistico Enunciato e enunciazione sono categorie narratologiche che pertengono allo statuto di autore implicito e rispettivamente autore storico L'enunciato riguarda l'autore storico, l'enunciazione l'autore implicito.
02. Quali sono le opere di Bono Giamboni Bono Giamboni scrive due opere originali (il Trattato e il Libro) e traduce dal francese Bono Giamboni scrive un'opera originale (il Libro de' Vizi e delle Virtudi)), traduce dal latino e dal francese e probabilmente compila un trattatello retorico (il Fiore di rettorica) Bono Giamboni scrive due opere originali (il Trattato e il Libro) e traduce dal latino (Orosio) Bono Giamboni scrive due opere originali (il Trattato e il Libro), traduce dal latino (Vegezio e Orosio) e probabilmente compila un trattatello retorico (il Fiore di rettorica).
03. Quale delle seguenti forme non presenta il fenomeno della chiusura in protonia? diletto risposto infermato Dio.
04. Bono Giamboni appartenendo ad un ceto intellettuale medio-alto esprime un nuovo pubblico volgare nato all'interno della società comunale appartenendo al notariato vuole fare un esercizio di stile appartenendo ad un ceto che usa solo il latino nello scrivere in volgare fa un'operazione ispirata alla pietà e al desiderio di affrancare le masse popolari dall'ignoranza appartenendo ad un ceto che usa solo il volgare, esprime le istanze di un pubblico nato in un contesto politico signorile.
05. Bono Giamboni con il Libro de' Vizi e delle Virtudi traduce da un originale latino crea un'opera originale volgarizza un'opera francese unisce due fonti principali una latina e una francese che traduce.
Lezione 014 01. Qual è il significato di rizotonico e rizoatono? E' rizotonica la parola accentata sulla desinenza, è rizoatona la parola accentata sulla radice E' rizotonica la parola proparossitona, è rizoatona la parola piana E' rizotonica la parola accentata sulla radice, è rizoatona la parola accentata sulla desinenza E' rizotonica la parola proparossitona, è rizoatona la parola piana o ossitona.
02. A quale data inizia a monottongarsi il dittongo toscano dopo consonante palatale? Nel XV secolo Nel XIV secolo Nel XIII secolo Nell'XI secolo.
03. Perché nel sistema ortografico italiano si scrive "cielo" (e non "celo")? Perché il dittongo -AE- si è regolarmente monottongato in e aperta che ha successivamente dato il dittongo toscano -ie- Perché effettivamente si pronuncia con -i- La -i- è introdotta come segno diacritico per distinguere il sostantivo dalla I pers. dell'indicativo presente del verbo "celare" Perché il dittongo -AE- si è regolarmente monottongato in e aperta che ha successivamente dato il dittongo toscano -ie-; la grafia conserva traccia dell'antica pronuncia sebbene oggi la -i- sia assorbita dalla affricata precedente e la -i- funzioni solo da diacritico.
04. La regola del dittongo mobile consiste nell'alternanza di forme dittongate e forme non dittongate nel paradigma di una parola a seconda della posizione dell'accento e, meno spesso, a seconda che la sillaba sia libera o chiusa nella libertà di esprimere o non esprimere il dittongo in sillaba tonica nella libertà di esprimere o non esprimere il dittongo in sillaba atona nell'alternanza di forme dittongate e forme non dittongate.
05. Cosa si intende con pressione analogica? Con pressione analogica si intende l'influenza esercitata da una parola su un'altra allo scopo di ridurne le analogi Con pressione analogica si intende l'influenza l'una sull'altra di forme analoghe del paradigma allo scopo di esaltarne le differenze Con pressione analogica si intende l'influenza esercitata da una categoria morfologica su un'altra categoria morfologica analoga Con pressione analogica si intende l'influenza l'una sull'altra di forme differenti del paradigma allo scopo di ridurne o annullare le differenze.
06. A quale fenomeno propriamente fiorentino è riconducibile la forma "sia" (cong. pres. del verbo essere)? Alla chiusura in protonia Alla apertura delle vocali toniche in iato Al dittongamento toscano Alla chiusura delle vocali toniche in iato.
Lezione 015 01. Nella lingua di Bono Giamboni a quale delle sue componenti va ascritta l'inversione del soggetto al verbo nella frase interrogativa (per. es. "perché mi facesti tu venire in questo misero mondo?")? al provenzale al latino alle lingue romanze al fiorentino.
02. Qual è il significato stilistico del gerundio in apertura del brano di Bono Giamboni analizzato durante il corso? Il ricorso al gerundio ha lo scopo di introdurre considerazioni razionali e logiche fin dal punto di partenza del Libro Il ricorso al gerundio ha lo scopo di indicare contemporaneità d'azione Il ricorso ad un modo finito introduce una nozione di forte movimento all'avvio del Libro Il ricorso ad un modo infinito introduce una nozione acronica e intima del punto di partenza del Libro.
Lezione 016 01. Indicate quale delle affermazioni seguenti è giusta La forma meo non è toscana, ma compare nella poesia toscana per influsso della poesia siciliana La forma Deo può essere solo un latinismo perché in siciliano la e tonica può derivare solo da Ī e Ĭ La forma non dittongata core, non può essere un sicilianismo, bensì, mancando del dittongamento, solo un latinismo La forma non dittongata mei è perfettamente fiorentina, perché pl. di meo.
Lezione 017 01. Nel passaggio dal latino VIRIDEM all'italiano verde quale fenomeno fonetico generale riscontriamo? L'epitesi La sincope L'apocope L'epentesi.
02. Il dittongo discendente è un dittongo composto da due semivocali un dittongo composto da due vocali un dittongo in cui l'elemento semivocalico segue l'elemento vocalico un dittongo in cui l'elemento semivocalico precede l'elemento vocalico.
03. Cosa si intende con 'riduzione dei dittonghi discendenti' La riduzione al solo elemento semivocalico La caduta della vocale finale La caduta di un dittongo in fine di parola La riduzione al solo elemento vocalico.
04. Come si chiama il fenomeno che compare in " de' tuo' " nel sintagma " la malizia de' tuo' riggimenti " Riduzione del dittongo discendente Riduzione del dittongo al primo elemento Aferesi Apocope.
05. Qual era l'antica pronuncia della congiunzione "e" e della preposizione "per"? Entrambe erano pronunciate, fino al XVIII secolo, con "e" aperta; poi la "e" si è chiusa per protonia sintattica Entrambe erano pronunciate, fino al XVIII secolo, con "e" chiusa; poi la "e" si è aperta per protonia sintattica Erano pronunciate con "e" chiusa come oggi (nonostante la derivazione da E lunga latina) Erano pronunciate con "e" chiusa come oggi (nonostante la derivazione da E breve latina).
06. Il dittongo ascendente è un dittongo composto da due vocali un dittongo il cui elemento semivocalico precede l'elemento vocalico un dittongo il cui elemento vocalico precede l'elemento semivocalicovocalico un dittongo composto da due semivocali.
07. L'elisione è la caduta di una "e" di una "o" finali di parola davanti a parola che inizia per vocale la caduta di una vocale finale di parola davanti a parola che inizia per vocale la caduta di una "e" o di una "o" finali di parola la caduta di una vocale finale di parola davanti a parola che inizia per consonante.
08. Quali sono le condizioni che incoraggiano la riduzione dei dittonghi discendenti? dittonghi discendenti si riducono di preferenza nei polisillabi e in condizioni di tonicità sintattica I dittonghi discendenti si riducono di preferenza nei monosillabi e in condizioni di tonicità sintattica I dittonghi discendenti si riducono di preferenza nei polisillabi e in condizioni di proclicità sintattica I dittonghi discendenti si riducono di preferenza nei monosillabi e in condizioni di proclicità sintattica.
09. In quale di queste parole si riscontra il fenomeno della chiusura in protonia? malvagio malvagio malvagio nipote.
10. In che cosa consiste il fenomeno dell'aferesi? Nell'aggiunta di un elemento in posizione iniziale di parola Nell'aggiunta di un elemento in posizione iniziale di parola Nella caduta di un elemento finale di parola Nella caduta di un elemento iniziale di parola.
11. Quale di queste parole presenta un'apocope sillabica? fu quel po' bel.
Lezione 018 01. Indicate quale fra le parole proposte non è un francesismo fonetico palagio stagione malvagio Biagio.
02. Nella locuzione "Per lo polso" che troviamo in Bono Giamboni agisce l latinismo fonetico la legge Tobler Mussafia il latinismo semantico la legge Groeber .
03. Perché tribulazione è da considerarsi un latinismo? Perché, partendo da TRIBŬLATĬONEM, avremmo dovuto avere il passaggio da -Ŭ- in /o/ e di -TĬ- davanti a vocale in /ʦ/ Perché, partendo da TRIBŬLATĬONEM, avremmo dovuto avere il passaggio di -Ŭ- in -/ɔ Perché è un termine non popolare Perché, partendo da TRIBŬLATĬONEM, avremmo dovuto avere il passaggio di -TĬ- + vocale in /ʣ/.
04.Le forme di imperfetto di I pers. singolare uscenti in -a sono etimologiche ma coesistono a Firenze nel Duecento e nel Trecento con le forme analogiche in -o sono di origine analogica e le uniche esistenti a Firenze fra Duecento e Trecento avanzato Sono analogiche ma coesistono a Firenze nel Duecento e nel Trecento con le forme etimologiche in -o sono etimologiche e le uniche esistenti a Firenze fra Duecento e Trecento avanzato.
05.Nei più antichi testi toscani le preposizioni articolate si presentano con l intensa o l scempia in maniera casuale si presentano con l scempia se davanti a parola che inizia per vocale tonica, con l intensa davanti a parola che inizia per consonante o vocale atona si presentano con l intensa se davanti a parola che inizia per vocale tonica, con l scempia davanti a parola che inizia per consonante o vocale atona si presentano con l intensa se davanti a parola che inizia per vocale , con l scempia davanti a parola che inizia per consonante .
06.In che cosa consiste la Legge Gröber? nella obbligatorietà, nel Duecento, di usare l'articolo forte lo davanti a parola uscente per vocale, di usare l'articolo debole (il o 'l) davanti a parola uscente in consonante nella obbligatorietà, nel Duecento, di usare l'articolo forte lo dopo parola uscente per vocale, di usare l'articolo debole (il o 'l) dopo parola uscente in consonante nella obbligatorietà, nel Duecento, di usare l'articolo forte lo davanti a parola uscente per consonante, di usare l'articolo debole (il o 'l) davanti a parola uscente in vocale nella obbligatorietà, nel Duecento, di usare l'articolo forte lo dopo parola uscente per consonante, di usare l'articolo debole (il o 'l) dopo parola uscente in vocale .
07. Il raddoppiamento fonosintattico è un fenomeno di assimilazione progressiva è un fenomeno di rafforzamento è un fenomeno di dissimilazione è un fenomeno di assimilazione regressiva innescato da monosillabi latini uscenti in consonante, da bisillabi volgari ossitoni e da alcune altre forme associate per analogia.
08.Come si spiegano le forme di imperfetto del tipo avea, dovea, venia? Con il fenomeno del dileguo di -v- intervocalica derivante da -B- latina Con il fenomeno della dissimilazione a partire da verbi che presentavano la sequenza v-v (aveva > avea, doveva > dovea etc.) Per la caduta normale della -B- etimologica latina Per il normale dileguo di -v- intervocalica.
09. Le forme con consonante scempia del tipo abellire, apressarsi sono fiorentinismi latinismi provenzalismi francesismi .
10.Quale delle seguenti forme verbali attesta il fenomeno del passaggio di -ar- postonico e intertonico a -er-? scriverei loderò berrò scriverò.
11. La forma "fue" (III pers. sing. del pass. remoto del verbo "essere") presenta il fenomeno dell'epentesi il fenomeno dell'epitesi vede il cambio di U breve latina in U lunga (per influsso della prima persona) e dunque -u- vede il cambio di U lunga latina in U breve e dunque -u-.
12. Qual è la più antica forma fiorentina della II persona del presente indicativo del verbo "essere"? Sè Sea Sei Sì.
13. In quali condizioni etimologiche si verifica il raddoppiamento fonosintattico? Dopo monosillabi uscenti in latino in consonante e dopo polisillabi che hanno subito apocope sillabica Dopo monosillabi uscenti in latino in vocale e dopo polisillabi che hanno subito apocope sillabica Dopo monosillabi uscenti in latino in consonante e dopo polisillabi che hanno subito apocope vocalica Dopo monosillabi uscenti in latino in vocale e dopo polisillabi che hanno subito apocope vocaòlica.
14. Come si spiega la presenza della doppia affricata palatale in "faccendo"? Come rafforzamento espressivo Non ha spiegazioni né fonetiche né analogiche Per influsso di FACIO > faccio Deriva regolarmente da FACIENDU(M).
15.Qual è la giusta trafila cronologica fra quelle proposte? FURUNT > furono > furo FURUNT > furo > furono FUERUNT > *FURUNT > furo > furono FUERUNT > *FURUNT > furono > furo.
16.In che modo si spiega la forma "boce" per 'voce' che troviamo in Bono Giamboni? Come evoluzione dal lat. BOCEM con regolare passaggio da B- a v Come evoluzione dal lat. UOCEM con passaggio della semivocale iniziale alla occlusiva bilabiale tramite un passaggio intermedio di spirante bilabiale Come evoluzione dal lat. UOCEM con regolare passaggio di U a b Come evoluzione dal lat. UOCEM con regolare passaggio di U a v e infine a b.
Lezione 019 01.La risalita del clitico avviene quando l'infinito a cui il clitico si riferisce è retto da un verbo modale o da un verbo di movimento quando l'infinito a cui il clitico si riferisce è retto da un verbo circostanziale o da un verbo di movimento quando l'infinito a cui il clitico si riferisce è retto da un verbo modale o da un verbo di movimento (ma in questo caso deve essere interposta una preposizione) quando l'infinito a cui il clitico si riferisce è retto da un verbo da un verbo di movimento (ma in questo caso deve essere interposta una preposizione) .
02.In che cosa consiste la risalita del clitico Nel fenomeno per il quale un elemento atono riferito ad un verbo al modo infinito retto da un verbo modale si dispone prima del verbo al modo infinito anziché dopo Nel fenomeno per il quale un elemento atono riferito ad un verbo modale risale all'indietro fino a disporsi in prossimità di un modo infinito che lo precede Nel fenomeno per il quale un elemento atono riferito ad un verbo modale risale all'indietro fino a disporsi in prossimità di un modo infinito che lo precede Nel fenomeno per il quale un elemento atono riferito ad un verbo al modo infinito retto da un verbo modale è fatto dipendere dal verbo modale anziché dal verbo a cui si riferisce.
03.Individuate in quale dei seguenti periodi è rispettata la legge Tobler-Mussafia "Allora si levò la Filosofia, e puosesi a sedere in su la sponda del mio letto" (Bono Giamboni, Libro de' Vizi e delle Virtudi) "quel gran teatro dov'era accolto il fiore di tutta la Grecia rivoltò gli occhi in lui e curiosamente mirollo" (Bartoli, La ricreazione del savio) "perché la non si fugge ma si differisce a tuo disavvantaggio" (Machiavelli, De principatibus) "E se si conduce e si guida bene" (Passavanti, Specchio di vera penitenza) .
04.Nelle forme sanza, immantinente, incontanente si assiste ad un fenomeno fonetico di carattere generale si assiste ad un diffuso passaggio di apertura della vocale si assiste al fenomeno caratteristicamente fiorentino -en- > -an- si assiste al passaggio caratteristico del trapasso dal latino al volgare.
05. La forma guerire è un germanismo giunto in italiano tramite il francese un francesismo un germanismo un francesismo giunto in italiano tramite l'antico tedesco.
06.Quale di queste forme non è un latinismo fonetico? cognizione pezza amplissimo profundità.
07.Nella dittologia sinonimica "piangendo e luttando" la parola "luttando" è un latinismo semantico un francesismo semantico un francesismo fonetico un latinismo fonetico.
08. Quale fenomeno riscontriamo nella parola "maladire"? Dissimilazione regressiva Assimilazione progressiva Dissimilazione progressiva Assimilazione regressiva .
09.Quali sono le condizioni di enclisi nell'italiano attuale? L'enclisi avviene solo dopo modi finiti del verbo e dopo l'imperativo L'enclisi avviene solo dopo modi non finiti del verbo L'enclisi avviene solo dopo modi finiti del verbo e dopo l'imperativo L'enclisi avviene solo dopo modi non finiti del verbo e dopo l'imperativo.
10.Indicate la risposta giusta In antico (come oggi) l'accordo con il complemento oggetto del participio passato di un verbo coniugato con "avere" è obbligatorio In antico, diversamente da oggi, l'accordo con il complemento oggetto del participio passato di un verbo coniugato con "avere" non era obbligatorio se il complemento oggetto precedeva il verbo obbligatorio In antico, diversamente da oggi, l'accordo con il complemento oggetto del participio passato di un verbo coniugato con "avere" non era obbligatorio se il complemento oggetto seguiva il verbo.
Lezione 020 01.A quale studioso si deve la distinzione fra contenuto (significato) e espressione (significante)? Hugo Schuchardt Louis Hjelmslev Ferdinand de Saussure Emile Benveniste.
02.Qual è la natura del destinatario del Libro de' vizi e delle virtudi di Bono Giamboni Il destinatario è un lettore di cultura bassa a differenza del destinatore Il destinatario è un lettore di cultura medioalto come il destinatore Il destinatario si configura come ascoltatore piuttosto che come lettore Il destinatario si configura come spettatore piuttosto che come lettore.
Lezione 021 01. Chi ha coniato la definizione di "fiorentino argenteo" per il fiorentino quattrocentesco? Lionardo Salviati Gli Accademici della Crusca Luca Serianni Arrigo Castellani.
02.Quale dei seguenti elementi non è caratteristico della letteratura volgare trecentesca a fronte della letteratura del secolo precedente nascita della novella come genere distinto dall'exemplum aumento della poesia rispetto alla prosa aumento della produzione prosastica rispetto alla letteratura in versi volgarizzamenti dei classici latini senza l'intermediazione del francese.
Lezione 022 01.Cosa erano gli "specula"? Elenchi di doveri dei regnanti (specula principum) Trattati comportamentali (per lo più destinati ai monaci) in cui veniva mostrato un modello morale o civile a cui attenersi Raccolte di esempi morali Trattati comportamentali (per lo più destinati ai principi) in cui veniva mostrato un modello morale o civile a cui attenersi.
02.Che cosa è lo Specchio di vera penitenza di Iacopo Passavanti? Una piccola summa dedicata al sentimento della contrizione e al sacramento della confessione che il Passavanti mise insieme dopo il ciclo di prediche quaresimali del 1354 Una raccolta di prediche recitate a Pisa Una raccolta di exempla Una raccolta di novelle scritta nel 1354.
03. Uno dei massimi estimatori della prosa del Passavanti fu Baccio Valori Lionardo Salviati Lorenzo il Magnifico Pietro Bembo.
04. Cosa è un'autotraduzione? Un volgarizzamento autorizzato dall'autore Un volgarizzamento commissionato dall'autore ad un traduttore appositamente scelto Una introspezione di sé da parte dell'autore La traduzione delle propria opera da parte dello stesso autore.
05. Che cos'è la diglossia? Una situazione di doppia opzione linguistica che prevede una lingua alta e una lingua bassa fra le quali esiste una differenza d'uso di tipo funzionale a seconda dei contesti Una situazione di doppia opzione linguistica come in Italia l'alternanza di lingua standard e italiani regionali su base dialettale Una situazione di doppia opzione linguistica senza differenza funzionale Una situazione di doppia opzione linguistica (lingua/dialetto, lingua ufficiale/lingua minoritaria) a disposizione del parlante.
06. L'opposizione parlato/scritto si articola in una dicotomia netta e marcata a seconda del mezzo (asse diafasico) si articola in quattro gradi: lo scritto-scritto, il parlato-parlato e due livelli intermedi cioè lo scritto-parlato (Protokoll) e il parlato-scritto (Vorlesen) si articola in tre gradi: lo scritto-scritto, il parlato-parlato e un livello intermedio cioè lo scritto-parlato o parlato-scritto si articola in una dicotomia netta e marcata a seconda del mezzo (asse diastratico).
07. Chi ha coniato il termine di diglossia? Emile Benveniste nel 1959 Charles Ferguson nel 1973 Charles Ferguson nel 1959 Emile Benveniste nel 1973.
08. A quale data in Italia la messa non è stata più recitata in latino? Nel XIX secolo Nel 1910 a seguito del Concilio Vaticano II Nel 1980 a seguito del Concilio Vaticano III Nel 1962 a seguito del Concilio Vaticano II.
Lezione 023 01. A quale contesto culturale vanno ascritti gli esiti semidotti -ANTIA > -anzia, -ENTIA > -enzia Alla pronuncia filologica del latino Alla pronuncia ecclesiastica del latino Alla pronuncia del latino in ambito notarile Alla pronuncia arcaizzante del latino.
02. La forma "presunziosa" che si trova in Passavanti esiste già in latino in epoca tardo-antica in autori pagani e si caratterizza come un termine di ambito filosofico è una creazione del Passavanti composta con il suffisso -oso esiste già in latino in epoca tardo-antica in autori cristiani e si caratterizza come un termine di ambito dottrinario esiste già in latino classico e si caratterizza come un termine di ambito filosofico.
03. Come si può spiegare la constatazione che in Passavanti l'esito semicolto -enzia (rispetto a -enza) è più frequente di -anzia (rispetto a -anza) L'esito semicolto -anzia era sentito come diastraticamente basso L'esito interamente volgare -enzia coincideva con l'esito galloromanzo L'esito semicolto -enzia era sentito come diastraticamente alto L'esito interamente volgare -anza aveva il conforto dell'esito -anza (da -ance) di diffusione galloromanza.
04. Quali sono le cause storiche che determinano il passaggio dal fiorentino "aureo" al fiorentino "argenteo"? La carestia, il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane La Peste Nera, il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane L'mpoverimento, il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane La sifilide (il Morbo Gallico), il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane.
05. Indicate la risposta non corretta. La parola "refuggio" può essere considerata un latinismo per la mancata chiusura in protonia di re- in ri- La consonante intensa di "refuggio" si spiega (a partire da FUGERE) per raddoppiamento della consonante successiva alla vocale tonica in parole proparossitone La parola "refuggio" è un latinismo integrale La parola "refuggio" è una forma semicolta.
06. Indicate quale dei seguenti tratti non fa parte del fiorentino trecentesco rispetto della regola del dittongo mobile generale rispetto della legge Tobler-Mussafia soprattutto ad inizio assoluto di periodo articolo il riduzione del dittongo dopo consonante+ r.
07. In che cosa consiste la cosiddetta estirpazione di iato? Nell'introduzione per epentesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalici costituenti uno iato Nell'introduzione per epentesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalico e semivocalico costituenti uno iato Nell'introduzione per epitesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalico e semivocalico costituenti uno iato Nell'introduzione per epitesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalici costituenti uno iato.
08. La forma "prolago" che troviamo in Passavanti è un caso di assimilazione progressiva un caso di dissimilazione regressiva un caso di dissimilazione progressiva un caso di assimilazione regressiva.
09. Quale delle seguenti parole non presenta il fenomeno -en- > -an-? incontanemente sanza immantanente mantenere.
10. Indicate la risposta corretta. Il passaggio di -en- postonico a -an- è un fenomeno che compare sistematicamente a Firenze e meno regolarmente in altre città toscane Il passaggio di -en- a -an- è toscano Il passaggio di -en- protonico e postonico a -an- è un fenomeno fonetico esclusivo del fiorentino Il passaggio di -en- protonico e postonico a -an- è un fenomeno non sistematico che compare a Firenze e meno regolarmente in altre città toscane.
11. Quale fenomeno accomuna le parole "femmina" e "voraggine"? Il raddoppiamento della consonante successiva alla vocale tonica in parole parossitone La mancata chiusura in protonia Il raddoppiamento della consonante successiva alla vocale tonica in parole proparossitone Il latinismo.
Lezione 024 01. Nella frase del Passavanti Provocòmmi l'affettuoso priego di molte persone spirituali rileviamo la coniunctio relativa l'anacoluto a dislocazione a sinistra il tema libero.
02. Quale fenomeno sintattico si riscontra nel periodo "Provocòmmi l'affettuoso priego di molte persone spirituali e divote, che mi pregorono che queste cose della vera penitenzia ... le riducessi a certo ordine per iscrittura volgare Dislocazione a destra Frase scissa Dislocazione a sinistra Inversione dei costituenti della frase.
Inversione dei costituenti della frase Per sincope e successiva assimilazione Con l'attrazione analogica esercitata dal verbi nei quali (per sincope e successiva dissimilazione) si era generata regolarmente -rr- Per sincope e successiva dissimilazione Con l'attrazione analogica esercitata dal verbi nei quali (per sincope e successiva assimilazione) si era generata regolarmente -rr.
04. Che cosa è la dislocazione a destra? Si tratta di quello che la retorica clasica chiamava anacoluto Si tratta di un ordine invertito dei costituenti della frase Si tratta di un ordine marcato dei costituenti della frase che posticipa un elemento rispetto all'ordine considerato normale, già presentato in forma pronominale ridondante, mettendolo così in evidenza Si tratta di un ordine marcato dei costituenti della frase che anticipa un elemento rispetto all'ordine considerato normale, ripreso poi in forma pronominale ridondante, mettendolo così in evidenza.
05. A quale fenomeno si riconduce la forma "sieno" ('siano')? Alla chiusura in postonia All'assimilazione All'indebolimento di -a- dopo vocale tonica, purché seguita da altra sillaba Alla chiusura delle vocali toniche in iato.
06. Qual è il contesto fonetico in cui si produce la forma dell'art. maschile plurale "gli"? In contesto velare Davanti a parola che inizia per consonante Davanti a parola che inizia per vocale In contesto palatale.
07. Le due forme "pericolo" e "periglio" sono volgarismi (il secondo ormai desueto) ispettivamente un francesismo e un latinismo cultismi rispettivamente un latinismo e un francesismo.
08. Quali fenomeni fonetici riconosciamo nella derivazione di "rigoglio" dal prov. "orgolh" Prima dissimilazione regressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-), poi metatesi (or > ro) Prima dissimilazione progressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-), poi metatesi (or > ro) Prima metatesi (or > ro) poi dissimilazione regressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-) Prima metatesi (or > ro) e dissimilazione progressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-).
09. Dal punto di vista della morfologia verbale il Trecento si caratterizza per l'estensione analogica della desinenza -amo della I persona pl. del presente indicativo dei verbi della I coniugazione a quelli delle altre per l'estensione analogica della desinenza -iamo alla I persona pl. del presente indicativo di tutte le coniugazioni per l'estensione analogica della desinenza -emo alla I persona pl. del presente indicativo di tutte le coniugazioni per la distinzione delle desinenze -amo, -emo, -imo della I persona pl. del presente indicativo a seconda della coniugazione.
10. Negli avverbi composti con -mente in antico si verifica la regola secondo la quale se l'aggettivo della II classe è parossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo non viene mai attuata se l'aggettivo della I classe è proparossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo non viene mai attuata e l'aggettivo della II classe è proparossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo non viene mai attuata se l'aggettivo della II classe è proparossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo viene sempre attuata.
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